David Bowie negli anni 80

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DAVID BOWIE NEGLI ANNI ’80: un ricordo

Ormai da tempo girava voce che fosse malato; benché mi proponessi ogni giorno di scrivere su di lui, ogni volta rimandavo ad altro momento (forse, inconsciamente, per scaramanzia).
Scriverne ora, mentre di lui si sta raccontando e ricordando di tutto, magari ha poco senso ma lo ritengo una sorta di dovere morale ormai postumo.
Ci terrei a raccontare il “mio” David Bowie ed uso il possessivo perché chi, come me, è cresciuto musicalmente nei fantastici anni ’80, lo ha vissuto come attore al pari del musicista e dell’icona rock.

David bowiePer molti grandi degli anni ’70 gli 80s hanno rappresentato una vera “bestia nera” e Bowie non ha fatto eccezione. Dopo le prime incursioni nel New Romantic, il grande successo internazionale di massa arrivò con la Dance Music (la sua, benché indubbiamente di gran classe, non convinse mai la critica) ma la vera sorpresa consiste nel modo in cui riuscì a colpire l’immaginario di noi adolescenti dell’epoca tramite alcuni, indovinatissimi, ruoli cinematografici.
David Bowie aveva già dimostrato un notevole talento nella recitazione quando, nel 1976, interpretò “L’Uomo Che Cadde Sulla Terra”: lo ritroviamo nel 1983 in “Merry Christmas Mr Lawrence” (Furyo) ma, a mio parere, il meglio della sua personalità carismatica emerge nelDavidBowie-Serenarosellinilo stesso anno con “The Hunger” (Miriam Si Sveglia A Mezzanotte) nel fantastico ruolo di un vampiro dove il cantante riesce a “tenere il passo” con due attrici del calibro di Catherine Deneuve e Susan Sarandon. Memorabile, poi, l’interpretazione del Re dei Goblin in “Labirinth” nel 1986; sempre del 1986 è il cult-movie “Absolute Beginners” (film culto per noi diciassettenni di allora perché la critica lo stroncò inesorabilmente).
Non mi soffermo oltre né su note biografiche né sulla sua infinita e poliedrica produzione musicale rimandando a quando riuscirò ad essere più razionale, obbiettiva e professionale, meno guidata, cioè, dall’onda emozionale per una perdita che, al momento, sembra più un buco nero…
Ci mancherà.

By Luisa Volpicelli

Foto di Serena Rosellini

La vita di David Bowie e dei grandi uomini che in un modo o nell’ altro hanno influito su usi e costumi, mode e tendenze di intere generazioni  viene spesso misurata quando vengono a mancare.
La Morte di David Bowie ha riportato quasi per incanto uno spirito vitale, il suo, in tanti giovani e meno giovani di tutto il Mondo che hanno celebrato il grande artista londinese con canti e balli, sorrisi e abbracci. Ha fatto si che per qualche ora e qualche giornata aleggiasse per Brixton, per le strade di Londra, per le città europee e nelle parti del mondo raggiunte dalla sua fama, un non so che di grande, di immenso oserei dire. E’ quell’ Amore che unisce e che la Musica, come tutta l’ Arte può regalare: tante persone di diverse nazionalità, religione, lingua, sesso, finalmente insieme, strette in un unico grande ballo al ritmo delle canzoni immortali di David Bowie.

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