No Man’s Land al Wyndham’s Theatre di Londra

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UN ICONICO PINTER IN SCENA A LONDRA
Ian Mc Kellen e Patrick Stewart in scena in No Man’s Land (Terra di Nessuno)   

The boys are back in town, ha twittato Patrick Stewart per annunciare il ritorno a Londra, dopo il clamoroso successo a Broadway, del pinteriano No Man’s Land (Terra di Nessuno), insieme al suo grande amico e collega Ian Mc Kellen.

I due giganti del teatro (soprattutto shakespeariano) e superstar di Hollywood, Ian Mc Kellen e Patrick Stewart, calcano insieme le scene del Wyndham’s Theatre di Londra, teatro-gioiello opera di W. Sprague – l’architetto simbolo degli edifici teatrali del XIX sec. del West End – entrambi protagonisti di No Man’s Land, il celebre testo del drammaturgo britannico Harold Pinter, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2005. nomanslandCirca trent’anni dopo quindi la prima mondiale, all’Old Vic di Londra, con John Gielgud e Ralph Richardson, interpreti di Hirst e Spooner, rispettivamente il letterato/poeta/artista ritiratosi nella sua “no man’s land”, ormai lontano dal mondo, amante dell’alcol ed isolato nei suoi ricordi e Spooner, forse vecchio amico, forse no, forse promettente poeta ormai povero ed in disgrazia, che (forse) vuole riallacciare un rapporto con il più fortunato collega al fine di chiedere un lavoro da segretario-assistente.

Ma …è Pinter! Ed il suo stile ormai noto, definito pinteresque, erode e scardina alla radice le strutture e le convenzioni del salotto borghese, dove peraltro è ambientato il dramma (nell’arco di tempo di una notte d’estate e mattina successiva), attraverso un approccio alla scrittura che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le chiacchiere quotidiane e costringe a entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione, come recita la motivazione con cui gli fu conferito il Nobel.

Hirst e Spooner richiamano a tratti fortemente Vladimiro ed Estragone di Aspettando Godot, fatte salve tutte le differenze tra l’universo creativo e la scrittura di Pinter e Beckett, ma non è un caso che questa produnomansland-a-londrazione di “No Man’s Land” a Londra, protagonisti Mc Kellen e Stewart, segua quella di Broadway che prevedeva in cartellone gli stessi attori interpreti anche del capolavoro beckettiano. Entrambi con un solido pluri-ventennale curriculum teatrale di ruoli shakespeariani (Macbeth, Antonio e Cleopatra, La Tempesta, Re Lear ecc..), divenuti icone del grande
schermo dove Mc Kellen ha ricevuto una nomination all’Oscar per il ruolo di Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli e Stewart, simbolo di Star Trek: The Next Generation ed il blockbuster X-Men dove i due attori si sono confrontati rispettivamente nei ruoli di Magneto e Xavier, in questa produzione, diretta da Sean Mathias, sono mattatori assoluti, in un ben orchestrato e sottile gioco di equilibri, tranelli della mente e del plot tutti affidati alla sapienza della scena dei due protagonisti. Il primo atto è accattivante e teso come il testo richiede, il secondo, nel frattempo sono entrati in scena anche Foster (assistente di Hirst) e Briggs (guardia del corpo), esplode in una costante presa sul testo che prepotentemente allinea, o meglio sottolinea, una linea narrativa sopra (o sotto) l’altra.

No Man’s Land (1975) è un testo emblema del drammaturgo britannico in quanto ritratto/metafora dell’autore stesso nel suo rapporto con la propria arte, nel quale quindi Pinter somma tutti i temi che lo ‘ossessionano’ e che contraddistinguono il suo ‘mondo’: la totale fallibilità della memoria, la compresenza nello stesso uomo di forza bruta e di sensibilità, il contatto umano come battaglia tra soggetto-oggetto del discorso e molti altri ancora.

nomansland-londraUna scrittura, quella di Pinter, ardua ed ostica all’interpretazione sulla scena in quanto apparentemente scabra ma in realtà densa, venosa, articolata e multi-discorsiva, difficile da rendere viva, fluida ed efficacemente d’appeal allo spettatore, che possa essere anche non al corrente dell’universo pinteriano. Occorrono scelte chiare, nette e decise da parte di regista e/o attori. In questo caso è ai due interpreti che è stato interamente affidato l’onere della prova. Con successo pieno e meritato. E con nessuna novità. Il No Mans’ Land di Sean Mathias al Wyndham’s Theatre non sorprende né aggiunge o scarta rispetto alla ‘tradizione’ delle produzioni di Pinter.

La scenografia è volutamente neutra con una parete indaco a listoni quadrati, che suggerisce una dimora benestante, esaltata nel suo spazio-tempo da una suggestiva curtain iniziale che rapida sale ed incornicia poi la scena, a suggerire un esterno arboreo notturno disturbato unicamente da un leggero vento tra i rami.

No Man’s Land al Wyndham’s Theatre di Londra

La levità comica ed insieme il pathos misterioso, ironico ed umano di Ian Mc Kellen (Spooner) e l’ignoto mistero raffinato ed ambiguo nell’assoluta distanza dal ‘mondo’ di Patrick Stewart (Hirst) sono i tratti distintivi della prova d’attore data dai due grandi artisti, entrambi a proprio agio nel condividere la scena e la sciarada pinteriana di fronte ad un teatro esaurito, sospeso nella ‘morsa’ di Pinter e scrosciante in un applauso finale che scioglie la tensione muta dell’abisso, la terra di nessuno di Hirst e Spooner…o forse la nostra?

di Carla di Donato

Spooner:
No. Sei in terra di nessuno. Che non si muove, non cambia, non invecchia, ma che resta per sempre gelida e muta.
Silenzio
Hirst:
A questo io brindo.
(Harold Pinter, Terra di nessuno, atto II)

 

No Man’s Land è in scena dall’8 settembre al 17 dicembre al Wyndham’s Theatre di Londra.

CAST

Ian Mc Kellen – Spooner

Patrick Stewart – Hirst

Owen Teale – Briggs

Damien Molony – Foster

Regia:  Sean Mathias

Testo di: Harold Pinter

Per info su location e biglietti: http://www.delfontmackintosh.co.uk/Tickets/NoMansLand/NoMansLand.asp

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