Pancake Day – Una lunga tradizione

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È possibile che un dolce possa nascere nell’Antica Grecia, arrivare nel Nord Europa e finire per diventare, millenni dopo, uno dei simboli della cucina del Nuovo Mondo? Se si parla del Pancake è possibile!

09L’estrema semplicità della ricetta originaria (acqua e farina impastate insieme per fare delle focaccine) affonda le radici già fin dalla preistoria anche se, naturalmente, si trattava di qualcosa di molto diverso da quelli che oggi siamo abituati a trovare nei diversi ristoranti o caffè di tutto il mondo. Eppure, già nella Grecia del 500 a.C., Cratino e Magnete parlavano dei pancake nelle loro opere: a quel tempo si chiamavano teganites otagenites, dal nome del tegame nel quale venivano cotti. Si trattava di focaccine dolci preparate con farina e olio di oliva, addolcite dal miele, arricchite dal formaggio e servite calde per colazione. Nella Roma imperiale ad esempio si consumavano comunemente le Alita Dolcia, fatte con farina, latte, uova e spezie,un cibo da ricchi o, almeno, riservato a coloro che potevano permettersi ingredienti tanto importanti.

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La parola “pancake” compare per la prima volta in un documento in lingua inglese redatto nel Quattrocento e da quel periodo, la loro fama è arrivata ovunque, pensiamo che dal Medioevo in poi, i pancake venivano preparati e mangiati in tutta Europa e nell’odierna Russia in numerose varianti locali: in Germania, ad esempio, si parla ancora oggi di Kaiserschmarrn, una specie di pancake tagliato a pezzettini servito con granella di frutta secca, salsa alla frutta e spolverizzato con zucchero a velo ( buonissimi, parola di chi li ha provati ! )

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Ma dire pancake non significa dire solo e soltanto colazione: perché è a loro che è associata la tradizione dello Shrove Tuesday, una vera e propria “gara” che si tiene, in quasi tutti i paesi anglosassoni, il Martedì Grasso. Perché proprio in questo giorno? Secoli fa, alimenti “ricchi” come uova, burro e latte non potevano essere consumati nel periodo della Quaresima, considerato un tempo di digiuno e austerità, anche dal punto di vista alimentare. La tradizione era tanto radicata che, per secoli, alle ragazze irlandesi veniva concesso il pomeriggio libero per cucinare i pancake e, quelle nubili e in età da marito avevano l’onore di ribaltare il primo pancake con il tipico gesto “della frittata”: riuscire a capovolgerlo senza rovinarlo voleva dire una cosa sola: che si sarebbe sposata entro l’anno.

In Scozia, invece, si aggiungeva all’impasto un piccolo portafortuna: chi se lo ritrovava in bocca avre01bbe trovato presto anche l’anima gemella. Nei paesi anglosassoni Martedì grasso è spesso indicato come Pancake Day, poichè era usanza finire entro questo giorno tutti i cibi grassi, vietati durante la Quaresima, le massaie usavano tutte le uova ed il burro che avevano in casa per preparare delle deliziose frittelle.

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Ancora oggi nel Regno Unito, in Irlanda del Nord ed in numerosi altri paesi in tutto il mondo, il Pancake Day è una giornata all’insegna del divertimento, dei giochi e, naturalmente, con un sacco da mangiare. Il gioco più conosciuto e divertente del Martedì grasso è la corsa dei Pancake (Pancake Day Race). Nei villaggi e nei paesi le donne si sfidano competizione alquanto bizzarra, devono, infatti, correre fino in chiesa con in mano una padella con una frittella calda. La vera prova di abilità, però, è lanciare almeno tre volte il pancake prima di completare la gara.

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Si racconta che questa tradizione sia nata ad Olney, nella regione inglese del Buckinghamshire, nel 1445. Una donna stava cucinando le frittelle per il Martedì Grasso, era ancora in cucina quando sentii le campane suonare. Non volendo arrivare in ritardo, la donna corse in chiesa con il suo grembiule e la padella ancora in mano. Allora se dovessimo trovare per strada qualche ragazza o una donna che corre con un padella in mano, non impressioniamoci, magari lei sta facendo le prove in previsione della gara.

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