Shakespeare e il Sogno di una notte di mezza estate

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William Shakespeare, A Midsummer-Night’s Dream

Sogno di una notte di mezza estate, commedia in cinque atti in versi e in prosa, fu scritta da Shakespeare intorno al 1595, e rappresentata nella stessa epoca; pubblicata in in-quarto nel 1600 e nel 1619, e nell’in-folio del 1623. Shakespeare sembra aver attinto alle fonti più disparate per questo dramma: in The Discovery of Witchcraft (La Scoperta della stregoneria), 1584, di Reginald Scot (1538-1599) avrebbe trovato le notizie intorno a Robin Goodfellow e la storia della trasformazione in asino, che risale all’Asino d’oro di Apuleio (125-180 a.C.); inoltre si ispirò a Chaucer, Plutarco, Luciano e altri autori greci e latini.

La trama, alquanto complessa e ricamata come un arazzo rinascimentale, è questa. Ermia (Hermia) rifiuta di sposare Demetrio (Demetrius), impostole dal padre Egeo (Egeus), perché ama Lisandro (Lysander), mentre Demetrio è amato dall’amica di lei, Elena (Helena), che ha abbandonato per Ermia. Secondo la legge ateniese, il duca Teseo concede a Ermia quattro giorni di tempo per obbedire al volere Sir Joseph Noel Paton - The Quarrel of Oberon and Titania - Google Art Project 2paterno, trascorsi i quali le toccherà morire. Ermia e Lisandro si accordano di abbandonare Atene segretamente per sposarsi dove la legge non può colpirli, e di trovarsi in un bosco a qualche miglio dalla città. Ermia rivela il piano a Elena, che ne informa Demetrio. Questi insegue Ermia nel bosco, e Elena Demetrio, sicché tutt’e quattro si trovano nel bosco quella notte. Oberon e Titania, re e regina delle fate che dimorano nel bosco, si sono bisticciati per via di un paggio. Oberon chiede al folletto Puck, simbolo della capricciosità dell’amore, di procurargli un certo fiore magico il cui succo, versato negli occhi di Titania mentre dorme, la farà invaghire del primo essere che vedrà al suo risveglio. Avendo udito Demetrio nel bosco rimproverare Elena perché lo segue, e desideroso di riconciliarli, Oberon ordina a Puck di versare un po’ del filtro amoroso negli occhi di Demetrio quando Elena gli è vicina. Puck, scambiando Lisandro per Demetrio, propina a lui il filtro, ed essendo Elena la prima persona che Lisandro vede, le fa profferte d’amore, non riuscendo che a irritare la donna che si sente burlata. Oberon, scoperto l’errore di Puck, pone il filtro sugli occhi di Demetrio, di modo che ora sono in due a far la corte a Elena. Le donne litigano, e gli uomini si preparano a combattere per Elena. Intanto Oberon ha posto il filtro sulle labbra di Titania, che al suo risveglio si vede accanto il tessitore Bottom con una testa d’asino invece della propria: Bottom, infatti, con una compagnia di artigiani ateniesi si trova nel bosco a far le prove di un dramma da recitarsi per le nozze del duca, e Puck lo ha conciato col capo asinino. Titania si innamora subito di lui e gli fa complimenti per il suo aspetto. Li sorprende Oberon che, compatendo Titania, e ottenutone il rapito paggio, le sfiora gli occhi con un’erba che la libera dall’incanto. Puck, per ordine di Oberon, circonda di nebbia gli amanti umani e li riunisce; mentre dormono, spreme sugli occhi l’erba che scioglie l’incantesimo, sicché al loro risveglio tornano agli amori di prima. Sopravvengono Teseo ed Egeo, i fuggitivi sono perdonati, e le coppie si sposano. Il dramma termina con una scena di Piramo e Tisbe recitata in modo grottesco da Bottom e dai suoi compagni per le nozze di Teseo e Ippolita regina delle Amazzoni.

I fili diversi del dramma – le nozze di Teseo e Ippolita, la lite di Oberon e di Titania, la fuga dei quattro amanti, la recita degli artigiani – si intrecciano nel modo più facile in un sontuoso arazzo di vivaci colori contro lo sfondo magico della foresta. Il mondo classico e il mondo fiabesco si fondono come in un “trionfo” del tardo Rinascimento; nella coppia Oberon-Titania è un riflesso dell’antica contesa tra Giove e Giunone, e i due esseri paiono partecipare della serena bellezza degli dei della Grecia, mentre Puck appartiene al mondo tenebroso e pauroso della superstizione nordica. Alla incantevole leggerezza del mondo degli elfi si intona la vicenda umana; anche i movimenti e le passioni degli innamorati sembrano svolgersi secondoLandseer Midsummer Night's Dream arabeschi di sogno, si avviluppano in assurdi nodi e si dissipano d’incanto, come una danza elegante ed astrusa governata dal capriccio d’Amore. Una gaia e assurda metamorfosi si impadronisce anche degli umili artigiani, che non sono macchiette marginali nel quadro, ma vengono travolti nella stessa atmosfera favolistica; e Bottom con la testa asinina, e la grottesca recita di Piramo e Tisbe, non sembrano tanto imparentati al mondo classico di Luciano e di Ovidio, quanto alle bizzarre invenzioni di quel pittore di assurdi fantasmi che fu Hieronymus Bosch. Il mondo fantastico delle allegorie rinascimentali, il mondo amoroso dei romanzi cavallereschi con le sue fontane che accendono o ghiacciano l’amore, trovano qui la loro più perfetta e poetica espressione.Il fiabesco del Sogno doveva già affascinare Alexander Pope (1688-1744), ma soprattutto doveva esercitare un vasto influsso sui romantici e sui loro immediati predecessori. Christoph Martin Wieland (1773-1813), traduttore della commedia in tedesco, se ne ispirava nel poema eroicomico Oberon (1780); William Blake (1757-1827) interpretava lo spirito del Sogno in una famosa pittura, Oberon e Titania, conservata presso il British Museum di Londra; e l’atmosfera del dramma shakespeariano tentavano di rendere in colori i pittori romantici tedeschi Moritz von Schwind, Lorenz Fröhlich e Victor Müller, mentre la più celebre trasposizione musicale del Sogno è senza alcun ombra di dubbio la fastosa ouverture op. 21 di Felix Mendelsshon-Bartholdy, composta nel 1826 quando il compositore aveva solo diciassette anni. Ispirandosi a questi ultimi artisti, Max Reinhardt, regista americano, nel 1935, dava una sontuosa interpretazione coreografica del Sogno adattata poi al cinematografo.
Gaetano Algozino
London, South Norwood 20.06.2015

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