Supermercati al posto dei Pubs: negli UK scoppia la protesta “Tutta in casa”

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Se qualcuno avesse semplicemente accennato al fenomeno già solo una decina di anni fa, gli avrebbero dato del matto e, quasi sicuramente, lo avrebbero rinchiuso in una cella e buttato via la chiave con l’accusa di offesa all’onore e al prestigio dello Stato Inglese. Visto che, al centro della questione, c’è un simbolo intoccabile per i sudditi di sua Maestà: il pub. Leggi: origini pubs inglesi.

Intoccabile… ma fino ad un certo punto! Dato che una ricerca rilasciata appena 48 ore fa afferma che sono ben 18 i pub che chiudono ogni settimana nel Regno Unito e, stando a quanto emerge dal rapporto della “Campaign for Real Ale”, due tra questi vengono tramutati in supermercati nonostante le obiezioni dei residenti locali. Scandalo… nello scandalo!

L’”oltragio” è ad opera di alcune delle più importanti catene di supermercati (per altro nate, cresciute e proliferate sempre su territorio Uk, visto che gli inglesi sono così nazionalisti da non lasciare molto margine di manovra ai competitors stranieri) tra le quali Tesco, Sainsbury’s e Co-operative che hanno acquisito nel corso degli ultimi anni ben 208 pub convertiti in supermercati a partire da gennaio 2012.

“Questo comportamento dimostra un notevole disprezzo verso il benessere della comunità che è costretta a perdere i propri pub di fiducia senza potere fare nulla per evitarlo – ha detto il chief executive di CAMRA Mike Benner -. La ragione chiave perché tali pub vengono trasformati in supermercati dalle grandi catene è una scappatoia dalle leggi di pianificazione che permette ad un pub di essere adibito ad altri usi, tra cui quello del supermercato, in assenza di uno specifico permesso di pianificazione. L’industria dei pub sta esortando il Governo ad intervenire e a colmare tale lacuna in maniera tale che le comunità locali possano pronunciarsi prima che i loro pub siano perduti per sempre. Permettere ai pub di essere convertiti in supermercati senza un permesso di pianificazione è ridicolo ed è qualcosa che il Governo deve trattare con la massima urgenza”

La ricerca, inoltre, dimostra che Tesco è di gran lunga il maggiore convertitore di pub, con 110 locali trasformati negli ultimi due anni, tre volte in più rispetto a qualsiasi altra catena di supermercati; Sainsbury’s è al secondo posto con 29 conversioni e anche Co-operative, che inoltre fa parte di un movimento che è dietro alla comunità dei proprietari dei pub, è al terzo posto con 23 trasformazioni.

“Più di 300 pub sono stati elencati come Assets of Community Value, come beni di valore per la comunità – ha aggiunto Benner – ma molto ancora deve essere fatto per proteggere tale categoria. Per lo meno il Governo deve agire per garantire che i pub valutati come beni di valore per le comunità non possano essere trasformati in supermercati nel giro di una notte. E’ scandaloso che i pub che sono considerati ACV sono praticamente senza alcuna garanzia rispetto alla continua espansione delle catene dei supermercati”.

Alessandro Allocca – www.alessandroallocca.com

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